Scuola Portieri Crescere Da Numeri 1

I Grandi Sogni Iniziano Da Piccoli 

Da Settembre 2011 è aperta la Scuola Portieri "Crescere  Da Numeri 1"

Obiettivi della Scuola  è quella di FORMARE E MOTIVARE il giovane portiere, ed è rivolta anche alle Società e Scuole Calcio che vogliono instaurare una collaborazione. Offre la possibilità ai ragazzi di apprendere la tecnica di base, nozioni IMPORTANTISSIME e molto spesso trascurate, sia dalle squadre dilettantistiche che dalle Scuole Calcio. Spesso per vari motivi all'interno di molte Società e Scuola Calcio, la figura dell'Allenatore di Portieri, non è sempre presente e l'avviamento al ruolo, richiede un'allenamento adeguato e una preparazione specifica. La Scuola offre la possibilità di avere un'allenamento INDIVIDUALE E PERSONALIZZATO. Gli allenamenti si effettuano presso il Centro Sportivo AVATAR di Leverano (LE) o in altre sedi da stabilire. Per informazioni su contenuti ed orari delle lezioni telefonare al nr.  328 7171471

Facebook: Crescere Da Numeri Uno

E-mail: cresceredanumeriuno@gmail.com 


Parliamo di Scuola Portieri.........

Parlando di “Scuola Portieri”, quindi bambini di un’età compresa tra i 6 e 15/16 anni, analizziamo quali metodi di lavoro, può essere utilizzata negli allenamenti specifici, con tempi e tecniche appropriate alla formazione del “GIOVANE PORTIERE”.

Quali sono secondo me le caratteristiche generali, fondamentali e necessarie, per affrontare un lavoro specifico, adatto alla preparazione di giovani calciatori che decidono di cimentarsi al ruolo del portiere, vuoi per istinto naturale e caratteristiche strutturali o per semplice curiosità o divertimento.

IMPORTANTE e  necessario avere un’ occhio di riguardo soprattutto a livello psicologico, per la  formazione delle buone basi a livello di temperamento generale, che portino alla formazione di una personalità forte ed equilibrata, qualità indispensabili per considerasi un “portiere”.

Considerata la giovane età, non bisogna commettere errori nella gestione del rapporto istruttore/allievo, si deve responsabilizzare il più possibile il portiere sulla cultura del lavoro,   senza esagerare perché  non bisogna  trascurare “IL DIVERTIMENTO” che è la base fondamentale per ogni ragazzo.

Lavorando sotto gli aspetti tecnici delle singole sedute di allenamento, si deve mantenere sempre e comunque un’ atteggiamento positivo, soprattutto quando  i risultati tardano ad arrivare, in modo da mantenere nel giovane una buona AUTO – STIMA, anche quando le cose non riescono bene, stimolando sempre il giovane portiere ad insistere sugli esercizi che fatica ad apprendere, correggendo gli errori e convincendolo che comunque è ugualmente bravo.

Sotto questo punto di vista, esiste  sicuramente una doppia facciata, perché un’ eccesso di AUTO -STIMA  può trasformarsi in presunzione, può succedere infatti che il ragazzo pensa di essere già un fenomeno prendendo la preparazione con troppa superficialità, trascurando tutto  ciò che ha da imparare con umiltà e sacrificio. Personalmente cerco di mantenere nell’atleta la migliore condizione psicologica necessaria per affrontare le difficoltà che si incontrano nel percorso di una preparazione specifica.    

E’ fondamentale variare il lavoro tra coordinazione motoria, psicomotoria, pre-acrobatica, psicocinetica e la parte tecnica, senza mai trascurare il DIVERTIMENTO E L’ALLEGRIA. Gli allenamenti  bisogna farli con metodi impegnativi ma semplici e divertenti, variabili tra loro, in modo da tenere nel ragazzo sempre viva la fantasia e la curiosità, trasformando il lavoro in percorsi coordinativi e motori, finalizzata alla tecnica specifica.

Tenendo presente che si lavora su ragazzi nel pieno del proprio sviluppo fisico e strutturale, personalmente,  non lavoro con carichi supplementari,  insegno al portiere a cadere bene a terra per avere una corretta tecnica sul tuffo e impatto con il terreno sulle parate.

 

Tecnica di base:

  1. la corretta postura (posizione del corpo) quando il portiere è in porta in attesa del pallone o si accinge ad una parata successiva;
  2. la corretta posizione delle mani in attesa e\o sulle varie prese della palla;
  3. i movimenti laterali in copertura della palla e relativi passi saltellati o incrociati;
  4. la tecnica sulle varie parate (in volo, rasoterra, alto) e il rispettivo movimento d’attacco sulla traiettoria della palla;
  5. Il piazzamento in porta in corrispondenza alla posizione del pallone e delle traiettoria del tiro;
  6. le diverse uscite, alte ,basse, frontali e laterali;
  7. una buona tecnica con i piedi, fondamentale al giorno d’oggi nel calcio moderno ( il portiere ormai partecipa attivamente alle azioni di costruzione del gioco).

E’ importante distribuire il lavoro nell’arco della stagione, cerco di utilizzare le metodologie di lavoro più appropriate tenendo presente le valutazioni generali prese precedentemente.

 

I RAGAZZI DEVONO GIOCARE TUTTI, DA QUELLI BRAVI A QUELLI MENO BRAVI, SENZA DARE IMPORTANZA AI RISULTATI DELLE PARTITE MA IMPEGNANDOSI AL MASSIMO PER UNA CRESCITA SPORTIVA, FISICA, EDUCATIVA E  SENZA MAI TRASCURARE IL DIVERTIMENTO.

                                                  Antonio Fabrizio Carafa

 

     Ottobre 2012 Max Benassi e Fabrizio Lorieri             insieme ai ragazzi della Scuola Portieri

1° Campus "Crescere Da Numeri 1" Villa Convento (Le) 27/28/29 Dicembre 2012

2° Campus "Crescere Da Numeri 1" Otranto (Le) 21/22/23 Giugno 2013

3° Campus "Crescere Da Numeri 1" Otranto (Le) 20/21/22 Giugno 2014

4° Campus "Crescere Da Numeri 1" Otranto (LE) 26/28/28 Giugno 2015

5° Campus "Crescere Da Numeri 1" Otranto (Le) 24/25/26 Giugno 2016

6° Campus "Crescere Da Numeri 1" Otranto (Le) 23/24/25 Giugno 2017

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